Il dibattito sul disagio sociale giovanile è aperto: i ragazzi fanno sempre più spesso uso di droga e di alcool, e gli atti di bullismo sono ormai all’ordine del giorno, e divulgati tra amici e sul web come fosse un vanto. Il nostro paese sta attraversando una crisi culturale e valoriale forte e dirompente, la famiglia è in crisi, ed anche la scuola lo è. Il consumismo esasperato e l’apparire ad ogni costo rischiano in questo scenario di divenire i valori predominanti del millennio. Ma vogliamo lasciare che le cose vadono realmente così? Dinnanzi all’emergenza educativa attuale, su cui anche il Papa e il Presidente della Repubblica hanno richiamato più volte l’attenzione, è necessario far fronte comune sostenendo le famiglie nel loro difficilissimo ruolo educativo, con programmi culturali in favore dei giovani.
Partecipate con i vostri commenti al dibattito e diteci cosa ne pensate della crisi culturale e valoriale a cui stiamo assistendo.
Attraverso quali iniziative andrebbero sostenute le famiglie e la scuola per recuperare il loro ruolo educativo nei confronti dei giovani ?
Christian Zauli (christianzauli@crescitadellapersona.org)
È vero. I fenomeni cui spesso assistiamo vedono i giovani come i principali protagonisti del malessere generale in cui viviamo. La crisi economica, politica e sociale attuale si ripercuote negativamente sulle famiglie lasciandole sole nell’affrontare i piccoli e i grandi problemi della vita quotidiana. I bambini e i ragazzi sono i primi a risentire di questo malessere diffuso, perché non hanno ancora una personalità ben delineata e sono dunque più fragili. Spesso gli stessi “aguzzini” sono o sono stati a loro volta delle vittime, e pur non volendo con ciò giustificare tutti i comportamenti illeciti o immorali a cui assistiamo, ritengo doveroso porre l’accento su quanto si può fare per prevenire i fenomeni di disagio sociale giovanile, e non solo sul prenderne atto. Cosa si può fare per prevenire il disagio? Bisognerebbe innescare un lento ma progressivo cambiamento culturale, partendo proprio dalle famiglie e dalle scuole, facendo sì che i più piccoli crescano con quella fiducia nella vita, nelle persone e nelle istituzioni che i grandi hanno perso.
A proposito di bullismo e altre questioni, ecco una proposta interessante:
“ROMA (3 giugno) – Task force contro il bullismo.
Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini ha annunciato che presto sarà varata una task force contro il fenomeno del bullismo. Il problema della violenza tra giovanissimi, può, secondo il ministro, essere affrontato anche attraverso il ritorno dell’educazione civica, che non deve più essere considerata «materia di serie B» ma che deve essere «inserita nelle ore di lezione già previste, come quella della storia». L’insegnamento dell’educazione ambientale, avviato in via sperimentale nelle scuole napoletane, potrà essere presto allargato anche alle altre scuole d’Italia e anche l’educazione stradale, altra materia finalizzato a far diventare i giovani «cittadini consapevoli», potrà essere introdotta tra le materie insegnate a scuola.” [www.ilmessaggero.it]
la conoscenza delle regole da usare sulla strada sono importassime da apprendere a livello scolastico, poiche’ tra motorini e macchinette sono i giovani, che spesso si mettono alla guida senza avere piu’ che poche nozioni comunicate distrattamente dai genitori, che troppo spesso ne pagano le conseguenze.
Non solo motorini e macchinette spesso utilizzati senza la necessaria prudenza e senza un’adeguata conoscenza delle norme stradali, ma che dire di tutti i ragazzini che corrono in mezzo alla strada magari per prendere l’autobus? Sarebbe necessario educare anche i pedoni! La scuola ha un ruolo fondamentale nella formazione dei bambini e dei ragazzi, ed oltre alle classiche materie di studio può insegnare molte altre cose. Nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere tantissimi docenti motivati che insegnano con passione, e devo proprio dire che sono loro a fare la differenza, anche se non sempre sono consapevoli della loro importanza per il futuro dei ragazzi! Se si riesce a parlare ai ragazzi con il loro linguaggio, e con gli opportuni strumenti di comunicazione, nonché con la complicità dei genitori e degli insegnanti, è possibile ridurre considerevolmente il numero degli incidenti stradali.